Misure di gestione impianti meccanici per contrastare la diffusione dell’epidemia da virus SARS-CoV-2 e garantire la qualità dell’aria indoor per la tutela della salute dei lavoratori.

Visto il proseguire dell’emergenza da SARS-CoV-2 e COVID-19, è da ritenersi utile una serie di note emesse da parte delle maggiori associazioni di Ventilazione e Condizionamento (nazionale ed europea), oltre a quelle dell’INAIL e dell’ISS, relative agli impianti meccanici e alla loro corretta gestione e utilizzo.

Ai fini del contenimento della diffusione del Covid-19 risulta fondamentale garantire il corretto ricambio dell’aria come si evince dalle note citate in fonte che per brevità vi riportiamo come compendio di seguito:

  • In presenza di impianti di ventilazione meccanica:

    • eliminare il ricircolo se presente; se possibile mettere i recuperatori di calore in funzionamento “free cooling” ovvero bypassando lo scambiatore di calore; in caso ciò non sia possibile verificare la tenuta degli scambiatori affinché l’aria di estrazione non si mescoli con l’aria in immissione;
    • in presenza di recuperatori di calore rotativi o entalpici gli stessi devono essere spenti o bypassati;
    • aumentare le portate di immissione al massimo possibile (aumentando la velocità dei ventilatori, aprendo le bocchette al massimo senza sbilanciare l’impianto, ecc.);
    • tenerli accesi sempre 24/7; potendo variare la loro velocità settarli in modo che la velocità nominale sia raggiunta 2 ore prima dell’occupazione dei locali e due ore dopo che l’occupazione è finita sia impostata la velocità minima;
    • ai fini delle operazioni di manutenzione, l’INAIL raccomanda in aggiunta alle operazioni già previste dal piano di manutenzione, anche la pulizia con acqua e sapone o soluzione disinfettante delle griglie di immissione e ripresa. Si raccomanda di eseguire la regolare manutenzione dei filtri indossando sistemi di protezione delle vie respiratorie.
  • Ventilazione naturale:

    • qualora non sia presente un impianto di ventilazione meccanica o anche in presenza dello stesso ricambiare frequentemente l’aria aprendo le finestre (si ribadisce che sono vietate le attività in locali ciechi non dotati di ventilazione meccanica).
  • Fancoil, split, ecc.:

    • sull’argomento non vi è una visione univoca dal momento che sia il Rehva che l’ISS propenderebbero per far spegnere gli impianti a scapito del confort, mentre l’Aicarr non ritiene che il funzionamento degli stessi aumenti il rischio di contagio se è garantito il ricambio dell’aria.

Laddove gli impianti debbano rimanere in esercizio, il Rehva consiglia di tenere i ventilatori delle unità interne sempre accesi, mentre l’ISS consiglia una pulizia dei filtri settimanale sostenendo che la polvere sia un ambiente ideale per la proliferazione di agenti biologici.

  • le impostazioni di temperatura e umidità non devono essere variate rispetto al normale funzionamento perché non hanno effetto sulla diffusione del virus, sono da evitare però gradi di umidità inferiori al 40%.
  • Servizi igienici:

    • per i servizi igienici esiste un pericolo legato agli aerosol che si possono sviluppare da feci e urine nel momento dello scarico, a tal proposito deve essere adottata una procedura per cui deve essere chiuso il coperchio del water prima di azionare lo sciacquone;
    • gli impianti di estrazione dei bagni devono essere tenuti sempre in funzione, laddove è presente un comando temporizzato con la luce del locale occorre bypassare lo stesso al fine di mantenere l’estrattore sempre acceso.

Fonti:

Inail

REHVA “COVID-19 guidance document”, April 3, 2020

Aicarr “Protocollo per la riduzione del rischio da diffusione del SARS-CoV-2-19 mediante gli impianti di climatizzazione e ventilazione esistenti”

Aicarr “Posizione di Aicarr sul funzionamento degli impianti di climatizzazione durante l’emergenza SARS-CoV2-19”

Aicarr “Gli impianti e la diffusione del SARS-CoV2-19 nei luoghi di lavoro”

Rapporto ISS COVID-19 n. 5/2020 versione del 23 marzo 2020 “Indicazioni ad interim per la prevenzione e gestione degli ambienti indoor in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2”